Il 24 ottobre 2007 il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il Piano socio-sanitario 2007-2010 a conclusione di un biennio dedicato alla sua elaborazione.
Si tratta di un piano innovativo, a partire dal titolo, non più rivolto alla sanità, come sistema di prestazioni rese dai servizi pubblici e privati, ma alla salute e al benessere e per questo “socio-sanitario”. Un piano che parla più di salute che di malattia, e che mette in evidenza la “promozione della salute”, che propone un disegno ambizioso di riorientamento dei servizi di prevenzione e dell’epidemiologia al servizio di una “comunità in salute” che dedica al tema della prevenzione un intero capitolo.
Centrale è la promozione dell’integrazione dei sistemi, a livello territoriale, con la partecipazione attiva dei cittadini e delle delle loro rappresentanze. Si individua un “gruppo di Cure Primarie”, a livello distrettuale, che diventa non solo il punto di accesso ai servizi, ma anche il soggetto che assume in carico l’aspetto globale della salute della persona, orientandola all’interno della rete, per garantire le risposte più adeguate ai suoi bisogni di salute e non soltanto di cura.
Le indicazioni del piano per lo sviluppo delle politiche di integrazione socio-sanitaria comprendono in particolare la tutela della salute della popolazione anziana, delle persone con disabilità, l’area materno infantile, della salute mentale, delle patologie da dipendenze, e della salute delle immigrate e degli immigrati.
La riorganizzazione delle Aziende sanitarie regionali dal prossimo 1 gennaio, le norme di organizzazione definite a ottobre saranno il quadro istituzionale in cui il Piemonte si appresta a realizzare il nuovo piano socio-sanitario. |